Albano Laziale, 21 aprile 2026 – In merito a recenti dichiarazioni rilasciate nel corso di un intervento pubblico dal proprio principale avversario, il candidato sindaco del centrodestra e dei civici riformisti di Albano Laziale, Massimo Ferrarini, interviene per fornire alcune precisazioni a tutela della correttezza dell’informazione.
«Ho ascoltato con stupore affermazioni che si sono tradotte in considerazioni personali e in fantasiose ricostruzioni di parte, tese a piegare la realtà a proprio piacimento, e che ritengo doveroso chiarire», dichiara Ferrarini.
In particolare, rispetto alle accuse relative a una presunta cattiva gestione delle società partecipate, Ferrarini precisa che la gestione della società è proseguita sullo stesso schema fino al 2013 anche con l’amministrazione successiva, della quale faceva parte il suo attuale competitor, tanto che nei giudizi di responsabilità cio’ risulta espressamente citato.
La società, sottolinea Ferrarini, si occupava di servizi strutturalmente in perdita, tra cui la mensa scolastica: la differenza tra il ticket pagato dalle famiglie e il costo reale per il Comune veniva assorbita dalla società, al fine di non gravare economicamente sui nuclei familiari. Tra le attività rientravano inoltre servizi socio-assistenziali, le pulizie del palazzo comunale e ulteriori prestazioni di pubblica utilità.
«È evidente – prosegue – il tentativo di impostare una campagna elettorale vittimistica, finalizzata a distogliere l’attenzione dalla gestione degli ultimi anni. Altrettanto evidente è come, nel 2026, risulti poco credibile incentrare il confronto politico su vicende risalenti a 16-18 anni fa, considerando che negli ultimi tre mandati la città è stata amministrata sempre dal centro sinistra di cui lui faceva parte , seppur con ruoli e capacita’ differenti».
Ferrarini evidenzia inoltre che la messa in liquidazione della società fu una loro scelta politica e sottolinea come, a distanza di 16 anni, non sia ancora stato completato il ripianamento del bilancio, nonostante – a suo dire – sarebbe stato possibile chiudere la partita accantonando annualmente somme contenute.
«Inoltre – aggiunge – ho appreso da dichiarazioni fantasiose che sarei stato responsabile di una presunta mala gestione nel biennio 2008-2009 in qualità di assessore. Nulla di più falso: nel 2008 non ricoprivo tale incarico, assunto solo alla fine del 2009 per un breve periodo fino alle elezioni dei primi mesi del 2010. In ogni caso, non avevo deleghe alle società partecipate né al bilancio, essendo assessore all’urbanistica, edilizia privata e piano regolatore generale».
In merito alle risorse derivanti dalle farmacie della società Albalonga, Ferrarini chiarisce: «Sostenere che tali fondi potessero essere destinati ad altri utilizzi, come la manutenzione, è errato, trattandosi di risorse appartenenti a un soggetto distinto, che non aveva tra i propri servizi quello delle manutenzioni».
Il candidato evidenzia infine alcune criticità amministrative recenti: «Appare singolare ricevere rilievi in materia di bilancio da chi, durante il proprio mandato, non ha provveduto nemmeno alla nomina di un assessore al bilancio, circostanza pressoché unica tra i comuni della provincia di Roma».
Con riferimento all’aumento demografico della città di cui sarei “colpevole” Ferrarini osserva: «I dati ISTAT indicano un incremento della popolazione tra il 2003 e il 2011, in gran parte avvenuto durante la nostra amministrazione e in parte sotto quella successiva. Negli ultimi cinque-sei anni, invece, si è registrata una significativa diminuzione dei residenti, presumibilmente legata alla perdita di attrattività, alla minore cura e sicurezza del territorio e alla mancanza di una visione politica chiara».
«La differenza tra queste due visioni di città è evidente: da un lato un modello che favorisce crescita, sviluppo e attrattività; dall’altro una gestione che accompagna una fase di declino demografico. È questa la reale cifra della diversità nel modo di intendere una città viva, dinamica e capace di generare opportunità», conclude Ferrarini.